Oltre le sbarre: il lavoro che restituisce dignità
Lo scorso mese, con lo speciale “Oltre le sbarre: il diritto alla dignità, al lavoro, al futuro”, abbiamo provato a raccontare cosa significhi costruire opportunità reali per le persone detenute – o in misura alternativa, dando spazio al lavoro quotidiano portato avanti anche attraverso il progetto Sportello Lavoro Carcere.
Questo mese abbiamo scelto di approfondire questo tema, lasciando la parola direttamente a chi quelle opportunità ha saputo coglierle.
Quella che segue è una raccolta di voci, sotto forma di lettere e messaggi, che arrivano da alcune persone che abbiamo accompagnato nei loro percorsi di reinserimento lavorativo e sociale.
Storie diverse per età, esperienze e punti di partenza, ma accomunate da un filo sottile e potente: l’incontro con qualcuno che ha creduto in loro nel momento più fragile, trasformando l’attesa, la paura e l’incertezza in possibilità concreta.
Sono racconti di percorsi graduali, di fiducia costruita con pazienza, di errori, fatiche e conquiste.
Racconti che parlano di lavoro, ma anche di dignità ritrovata, di autonomia, di responsabilità e di futuro. Perché dietro ognuno di questi inserimenti lavorativi, c’è una persona che torna a sentirsi parte del mondo.
Per noi del Consorzio Abele Lavoro, queste testimonianze sono il senso più profondo del nostro impegno quotidiano. Queste storie ci rendono profondamente orgogliosi del lavoro che portiamo avanti ogni giorno, convinti che investire nelle persone significhi costruire dignità, opportunità e futuro.
Buona lettura!
Maurizio, 52 anni – “Era un giorno uguale a tutti gli altri giorni passati tra il corridoio e le “stanze” – ma come fai a chiamare “stanza” una cella di reclusione? – della seconda sezione del Blocco A del carcere di Torino. Per alcuni quella sezione era un sogno, un paradiso in terra rispetto alle condizioni inumane del Blocco C o della sezione Nuovi Giunti. Per me era solo un lungo purgatorio in attesa del giorno dell’udienza presso il Tribunale di Sorveglianza.
All’improvviso “ho visto la luce” (Cit. Blues Brothers – il film): mi chiamano per un incontro con tal Daniela Ferrero per avviare tutto il percorso per l’affidamento in prova ai servizi sociali grazie ad un possibile lavoro presso la Cooperativa Sociale Arcobaleno di Torino.
Ovviamente, io non sapevo chi fosse Daniela Ferrero ma quel primo colloquio conoscitivo, durato 40 minuti, mi ha dato una speranza per il futuro, la possibilità concreta di ricominciare a vivere e sperare (anche solo per pochi mesi – dal momento che si trattava di un tirocinio della durata iniziale di sei mesi) e la consapevolezza che l’attesa aveva un senso; insomma, quel giorno, ho davvero “visto la luce”.
“Ciao, mi chiamo Giovanni e ho 44 anni. Nel 2024 stavo vivendo un periodo sia familiare che economico bruttissimo. Non riuscivo a trovare lavoro e, con un figlio in arrivo, ero veramente sconfortato. Un mio amico mi consigliò di rivolgermi al Consorzio Sociale Abele Lavoro e credetemi non ci fu consiglio più saggio! Lì ho conosciuto Gabriella, oggi la mia tutor.
Gabriella mi ha messo sin da subito a mio agio e dopo averle raccontato la mia storia – all’epoca ero in detenzione domiciliare – mi ha mostrato molta solidarietà e vicinanza. La sua guida paziente e professionale ha reso il mio percorso non solo formativo, ma anche trasformativo.
Oggi dopo aver concluso il periodo di tirocinio sono stato assunto da una ditta dolciaria dove ho conosciuto persone con una sensibilità e un’umanità fuori dal comune.
Oggi mi sento un ragazzo molto fortunato per aver avuto nella mia vita persone come Gabriella, Cinzia. e tutto il Consorzio Abele Lavoro perché è grazie al loro sostegno, alla loro umanità e alla loro fiducia se oggi sono felice. Oggi penso a Gabriella come il punto di svolta nella mia vita e per questo le sarò sempre profondamente grato”.
“Buonasera a tutti, il mio nome è Lucian e ho fatto 38 anni il 10 di novembre. Ho saputo di questo progetto dalla mia educatrice durante uno dei nostri incontri. Il lavoro nell’azienda di smaltimento rifiuti non andava bene – siamo stati bloccati per un po’. Ho lavorato anche in un’altra azienda ma ero io ad essere ancora bloccato. Poi la mia educatrice mi ha parlato di Sportello Lavoro e mi ha detto che poteva provare a inserirmi in questo progetto e magari riuscire a trovare un altro lavoro, e da qui è incominciato tutto.
Quando ho incontrato Daniela, la mia vita è cambiata in positivo perché abbiamo fatto un paio di colloqui e parlando ha trovato l’azienda dove lavoro ancora oggi. Siamo andati a fare il colloquio e, grazie a Dio, è andato tutto bene. Posso dire che da lì le cose sono andate meglio perché lavorando, uscivo tutti i giorni; poi ho concluso la mia pena e là fuori era un altro mondo. Io non avevo dove andare, non avevo una casa e non avevo la famiglia qua. Grazie a Dio mi avete trovato anche il posto dove potevo stare una volta uscito.
Poi ho conosciuto una ragazza che si è offerta di aiutarmi, di starmi vicino – e quindi sono andato a vivere con lei. Mi avete anche dato la possibilità di pagare la scuola guida, perché io non avevo la patente; anche questo passo mi ha cambiato in positivo, sono cresciuto anche io. Quando ho preso la patente ho cambiato anche mansione perché mi hanno dato più possibilità, più responsabilità. Ho visto in questa comunità un grande aiuto alle persone, una vicinanza alla gente che ha un gran bisogno. Ad esempio, come me, che non avevo un posto dove andare, un lavoro fisso che magari può garantirti un affitto o qualcosa in più. Voi siete stati la mia seconda famiglia, mi siete stati sempre vicino e mi avete aiutato tanto. Oggi, se io sono qua con una moglie, una casa, un mutuo che sto pagando, una patente e una macchina, è tutto grazie a Daniela e a tutti voi. Vi ringrazio tantissimo perché il passo più importante l’avete fatto voi per me, io poi ho fatto il resto. Quello che io sono oggi è tutto grazie a voi, perché avete creduto in me, e spero che questo funzioni anche con le altre persone che hanno bisogno. Io sono stracontento per tutto quello che avete fatto per me, vorrei tanto ringraziare ognuno di voi di persona, so che non posso farlo, ma so che Daniela vi ringrazia tutti da parte mia, e spero che tutti quelli che aiuterete avranno un futuro migliore di quello che la vita gli ha creato. Quello che posso fare è ringraziarvi ancora”.
“Ciao, sono Marco e ho 40 anni. Ho conosciuto il Consorzio Abele Lavoro nel 2023, e in particolare Gabriella, che mi ha seguito e aiutato a trovare un lavoro in un momento per me molto difficile. Venivo da un periodo buio, in cui pensavo di non riuscire più a rialzarmi. Non avrei mai immaginato di incontrare persone disposte ad aiutarti senza chiedere nulla in cambio, e invece i sono dovuto ricredere. All’inizio ero titubante: mi era stato proposto un lavoro presso un’azienda edile, nel reparto noleggio, ad occuparmi nel lavaggio delle attrezzature. Ho fatto il mio primo colloquio insieme a Cinzia, collega di Gabriella, che mi ha accompagnato lungo tutto il percorso.
Oggi, dopo un anno e mezzo, ho un contratto a tempo indeterminato e gestisco un ufficio noleggio. Apro la mattina, preparo i contratti per i clienti, preparo le cauzioni, mi interfaccio con altri magazzini per ordinare materiali, organizzo i trasporti e ne calcolo i costi. Sono una persona piena di impegni e finalmente mi sento di nuovo utile, parte del mondo. Non ringrazierò mai abbastanza il Consorzio Abele, Gabriella e Cinzia per aver creduto in me. Grazie a loro sono riuscito a rientrare nel mondo del lavoro e non mi hanno mai lasciato solo, accompagnandomi in ogni fase. Grazie di cuore”.
Mark, 34 anni – “Ciao Daniela, sono molto contento di avere tue notizie. Io sto, mah, piano piano… faticoso, ma fattibile. Troppe cose e poco tempo, ma man mano va sempre meglio. Mi manca ancora un esame e ho finito anche la magistrale.
Il lavoro e il ruolo sono cambiati, le responsabilità sono diverse, ma era quello che volevo, e tu mi hai aiutato a ottenerlo: ti sono molto grato.
Il mio incontro con Abele Lavoro è stato fondamentale per me, perché mi ha permesso di avere sicurezza e assistenza non solo nella ricerca del lavoro, ma anche durante tutte le infinite pratiche burocratiche. Ho avuto una figura di riferimento (tu!) a cui rivolgermi per risolvere ogni problema, sia relativi all’uscita, sia durante lo svolgimento del lavoro.
I primi tempi sono molto delicati ed è facile essere colti di sorpresa. Non è mai garantito che l’azienda in cui si lavora rispetterà i patti, e avere un garante e un interlocutore con cui confrontarsi e con cui confidarsi mi ha aiutato moltissimo.
Ricordo che ci sono stati anche alcuni incidenti non voluti durante il percorso, ma che grazie all’intervento della tutor sono stati risolti immediatamente.
Ho un ricordo estremamente positivo di questa esperienza e ho trovato tutto il supporto di cui avevo bisogno per affrontarla. Se fosse stata gestita male, avrebbe potuto compromettere anni di sacrifici, buon comportamento e voglia di rimettermi in gioco.
La cosa più importante è essere chiari, capire subito cosa fare e dove intervenire, e rispettare i patti. Ci vuole molta serietà da parte propria, e il Consorzio Abele l’ha sempre richiesta, mantenendo allo stesso tempo tutti i propri doveri.
Una volta instaurato questo tipo di collaborazione, il tempo scorre velocissimo e, se tutto va come previsto, il progetto si conclude con l’assunzione, che rappresenta un’enorme vittoria per tutti.
È stata davvero un’esperienza importantissima per me.
E tu? Spero che vada tutto bene. Grazie mille!”.